OSPEDALI CLINICHE PARTO

Cliniche e ospedali per partorire in acqua, vasche e minipiscine per un parto facile in Italia. In ogni regione troverai strutture adatte  con o senza la nostra vasca.

DOVE PARTORIRE IN ACQUA IN ITALIA

Si tratta di una modalità di assistenza alla nascita che permette alla donna di effettuare tutto o una parte del travaglio e del parto immersa in acqua calda; questa pratica di immergere i neonati nell’acqua calda è utilizzata per aiutarli nel passaggio tra l’utero e il mondo esterno e per attenuare gli effetti di un possibile trauma psicologico legato alla nascita.

Da alcuni anni è possibile effettuare il parto in minipiscine e vasche appositamente studiate in acqua presso diverse strutture ospedaliere di molti paesi Europei, compresa l’Italia; le strutture più adeguate alla metodica scientifica del sono diffuse prevalentemente nel centro-nord Italia, in particolare nelle strutture ospedaliere in provincia di Monza-Brianza.

Oltre alle varie struttture ospedaliere, per partorire esistono alcune organizzazioni di ostetriche/ci che seguono le donne durante tutta la gravidanza e al momento del parto assistono utilizzando la vasca da bagno o una piccola piscina in gomma o in vetroresina.

Quali sono i vantaggi del parto in acqua?

Diversi studi dimostrano che con il parto in acqua vi è:

  • riduzione del dolore;
  • diminuzione delle episiotomie;
  • riduzione dei tempi di travaglio.

Inoltre i benefici per il nascituro sono determinati dalla riduzione delle tempistiche del travaglio-parto e dalla aumentata produzione di endorfine materne che provocano sul bimbo un effetto lenitivo e rasserenante.

L’immersione in acqua garantisce inoltre alla donna una privacy maggiore e una riduzione delle esplorazioni vaginali e degli interventi medici.

Quali sono i rischi del parto in acqua?

Tralasciando alcune credenze popolari circa i rischi igienici, risulta chiaro che il parto in acqua è un approccio alla nascita con una modalità meno medicalizzata. Ovviamente  occorre utilizzare apposite vasche con specifiche tecniche costruttive.

L’acqua deve essere abbastanza calda anche 36 – 37 gradi e la sua temperatura deve rimanere costante per tutta la durata del parto; il ricambio deve essere continuo affinchè l’acqua risulti sempre pulita, infatti durante il travaglio si verificano emissioni di urine, feci, sangue e liquido amniotico.

Può sorgere il dubbio che il neonato, in occasione del parto, possa inalare acqua, in tal caso verrebbe stimolata la deglutizione grazie al riflesso faringeo. Occorre quindi sapere che esistono protocolli di assistenza al parto che prevedono l’immersione della gestante nell’acqua solo nella fase di travaglio attivo.

Il parto in acqua è controindicato nei casi in cui siano presenti gravi patologie materne o fetali come gestosi, ipertensione arteriosa o iposviluppo e sofferenze fetali.
I protocolli di assistenza al parto degli ospedali, nei casi in cui siano presenti suddette patologie, non prevedono l’utilizzo della vasca per il parto in acqua.

Dottori in ginecologia e ostetricia preparati per il parto in vasca con acqua. Sale parto attrezzate in reparti con stanze matrimoniali per coppia e sale parto per travaglio.

 

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